Conoscere la storia per governare il presente

Un ambito del sapere importante per chi svolge funzioni pubbliche e per chi aspira alla guida di una comunità è la conoscenza della storia.

Ripeteva spesso Giovanni Cantoni, pensatore e uomo d’azione controrivoluzionario, che “chi sbaglia storia sbaglia politica”, intendendo dire che se non si conosce la storia di una società non si potrà essere in grado di farne il suo bene.

Si tratta di un pensiero che ne richiama un altro più antico, quello di Cicerone che affermava “historia magistra vitae”, la storia è maestra di vita.

Potremmo dire, in altri termini, che chi non conosce il passato non sa vivere il presente.

Ma quale storia bisogna conoscere? Questa non è, evidentemente, una domanda senza senso, perché spesso la storia ci viene trasmessa attraverso letture ideologiche o di parte, privata di fatti ritenuti non importanti o che si preferisce tacere, manipolata per meglio sostenere le tesi di una determinata fazione.

In poche parole è spesso vera la celebre affermazione “la storia è scritta dai vincitori”.

Come superare, dunque, la difficoltà di conoscere la storia andando oltre versioni che nella migliore delle ipotesi potrebbero offrirne letture parziali?

Non è certamente operazione semplice ma per comprendere davvero a fondo i fatti del passato – e attraverso questi anche la realtà presente – è necessario, fin dai  banchi di scuola, non fermarsi alla sola versione “ufficiale”, approcciarsi allo studio con senso critico e senza pregiudizi, avere il coraggio di percorrere anche itinerari scomodi, essere curiosi e approfondire, avere apertura di mente e di cuore, volere sviluppare un proprio pensiero vincendo la tentazione dell’omologazione.

Solo attraverso un approccio del genere sarà possibile avvicinarsi il più possibile alla verità storica, discostandosi da versioni false o parziali sugli eventi di ieri, spesso ripetute dogmaticamente con la conseguenza di non comprendere pienamente i problemi di oggi e proponendo dunque soluzioni sbagliate.

BLB