La Messa e il centro

Dopo dieci settimane di celebrazioni eucaristiche sine populo lunedì il popolo è finalmente potuto tornare a Messa.

Tra tante cose che sono risultate e risultano a dire il meno sgradevoli nel trattamento riservato alla Chiesa in questo tempo di pandemia, al semplice fedele salta all’occhio anche un effetto positivo derivato dalle prescrizioni sul distanziamento sociale.

Senza volere qui disquisire su questioni liturgiche e teologiche, si fa semplicemente notare che il Santissimo Sacramento, che in alcuni edifici liturgici  era stato posto in un ambiente decentrato con l’intento di creare uno spazio dedicato all’adorazione personale – con l’effetto però di renderlo non sempre immediatamente visibile – laddove lo spazio sarebbe stato  particolarmente angusto tanto da non permettere il distanziamento tra le persone in preghiera, è stato ricollocato lì dove era in origine, al centro del presbiterio, sopra l’altare maggiore.

Una collocazione, in questi tempi difficili, più che mai significativa e che può essere utile per farci meglio riflettere su chi deve essere posto al centro, in chiesa, nella propria vita, ma anche nella società.

BLB