Imagine

“Imagine there’s no heaven […] No hell below us […] Imagine all the people living for today. Imagine there’s no countries […] And no religion too […] Imagine no possessions […] And the world will live as one.”

Provo a immaginare il mondo cantato da John Lennon – che in questi giorni è stato argomento di discussione anche politica – e non mi piace per niente.
Preferisco ancora credere che ci siano il paradiso e l’inferno, il premio e la punizione, un giudizio morale, azioni buone da perseguire e azioni cattive da evitare.

Non vorrei vivere “solo per l’oggi”, voglio sentire tutta la responsabilità di agire nella prospettiva dell’eternità e anche per chi mi sopravviverà o verrà quando io non ci sarò più.

Voglio avere una patria, terra dei padri, da servire e da difendere e una religione, un Dio da pregare e a cui affidarmi.

Ritengo la proprietà privata, pur entro i limiti posti dalla destinazione universale dei beni, necessaria e irrinunciabile per garantire libertà, sicurezza e dignità alle persone e alle famiglie.

Temo un mondo che possa essere “come un’unica entità”, perché si rischierebbe l’omologazione e invece a me piacciono le differenze e le identità.

Continuate dunque a immaginare “lennonianamente” se vi va, ma accettate che qualcuno possa ancora volere immaginare con la propria testa.

BLB