Foibe: una condivisibile iniziativa e un comunicato comunista

Con colpevole ritardo – lo confesso, ultimamente ho seguito poco i fatti locali – scopro che, con deliberazione del 26 febbraio 2021, il consiglio comunale della mia città (Barcellona P.G.), su mozione del consigliere Melangela Scolaro, ha deciso di intitolare uno spazio pubblico a Norma Cossetto e a tutte le vittime delle Foibe.

Complimenti a chi ha fatto la proposta e complimenti agli 11 consiglieri comunali – Giuseppe Abbate, Fabiana Bartolotta, Carmelo Giunta, Stefano La Malfa, Giampiero La Rosa, Antonina Lepro, Francesco Perdichizzi, Carmelo Pino, Agostina Recupero, Melangela Scolaro e Ilenia Torre – che all’unanimità dei presenti hanno votato la delibera.

Spiace invece per i 13 consiglieri assenti, sicuramente impegnati in attività altrettanto importanti e che quindi non hanno potuto votare, sarebbe stato bello un voto condiviso da tutto il consiglio comunale.

Ho recuperato la notizia grazie all’articolo di Marco Spada, pubblicato qualche giorno fa su il Tirrenico, che però informa anche di un comunicato della federazione siciliana del Partito Comunista, con il quale si condanna questa deliberazione in quanto, a loro dire, le vittime delle foibe sarebbero state in realtà dei “criminali fascisti”.

Cari compagni siciliani, ammettiamo pure – ma non concediamo, non possiamo concedere, perché vi sbagliate – che i fascisti siano stati i primi a cominciare, basterebbe questo per rendere comprensibile questa specie di specchio riflesso che raccontate, per cui siccome hanno iniziato i fascisti allora poi gli italiani si sono beccati le foibe e adesso tutti devono stare zitti e buoni e guai a ricordare?

E mi domando ancora, voi che proclamate così tanto rispetto per le donne, sapete chi era Norma Cossetto e cosa le hanno fatto i compagni comunisti iugoslavi? In estrema sintesi, era una studentessa universitaria di 23 anni, sequestrata, violentata e seviziata per una notte intera prima di venire orrendamente mutilata e infoibata.

E infine, sapete com’è stato ritrovato il suo cadavere? Riporto dall’enciclopedia delle donne,  fonte non certo tacciabile di fascismo, si tratta di una descrizione cruda, ma la verità è necessario che venga presentata tutta intera, anche nella sua crudezza, perché possa smascherare le menzogne: “Il 10 dicembre 1943 i Vigili del Fuoco di Pola, al comando del maresciallo Arnaldo Harzarich, recuperano la salma di Norma: rinvenuta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo di altri cadaveri aggrovigliati; aveva ambedue i seni pugnalati ed altre parti del corpo sfregiate, un pezzo di legno conficcato nei genitali”.

Capite, cari compagni siciliani, di cosa stiamo parlando, ci arrivate, comprendete quale orrore si vuole ricordare? Spero di sì, ma nutro forti dubbi, almeno fin quando l’ideologia sarà fatta prevalere su ogni altra cosa.

BLB