Scuola, politica, partiti

Non entro nel merito – non sapendo come siano andati davvero i fatti – della questione relativa alla presentazione del libro di Giorgia Meloni in una scuola del messinese, annunciata e poi smentita, a quanto pare senza che l’interessata abbia effettivamente saputo niente dell’organizzazione dell’evento.

In linea generale ritengo però che sia bene che i partiti, per quanto possibile, restino fuori dalla scuola, cosa diversa e più complessa è invece definire modalità e limiti per la presenza di una sana politica nella scuola.

Non è tuttavia questo il punto centrale della polemica di questi ultimi giorni, quanto piuttosto un certo “strabismo” che emerge in alcuni ambienti che oggi si stracciano le vesti scandalizzati, ma che in molte altre occasioni analoghe, con protagonisti esponenti politici di altri partiti, nulla hanno avuto da ridire, anzi.

Un esempio recente per tutti, gli eventi organizzati da due scuole di Parma e una di Fiumicino a febbraio 2021 con la partecipazione della senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà.

Come si dice dalle mie parti, “unni vidi e unni norbi” (dove vedi e dove diventi cieco).

BLB