Spartiacque, nucleare, pettegolezzi, popolo #spigolature

Generazione 11 settembre – Tra qualche giorno ricorrerà il ventennale dell’undici settembre, una data che per molti adolescenti di allora, perlomeno in Italia, rappresentò probabilmente più di ogni altra un evento simbolo. Troppo giovani per avere potuto vivere la seconda guerra mondiale e la ricostruzione, nati mentre erano ormai sul finire la guerra fredda e gli anni di piombo, troppo piccoli per capire il significato della caduta del muro di Berlino mentre stava accadendo o per ricordare Chernobyl, proiettati verso un futuro da sogno, quell’undici settembre di vent’anni fa molti di loro capirono che non era proprio detto che il meglio doveva ancora venire.

La morale dell’atomo – Ultimamente, come ciclicamente accade, in Italia si è tornato a parlare di energia e centrali nucleari. I profili da considerare sono molteplici, tecnico-scientifici, economici, ambientali, etico-morali. Soprattutto su quest’ultimo aspetto non è inutile ricordare le parole degli ultimi tre pontefici, San Giovanni Paolo II (Discorso ad un gruppo di fisici, 18/12/1982), Benedetto XVI (Angelus, 29/07/2007) e Francesco (Conferenza stampa di ritorno dal Giappone, 26/11/2019), tutti concordi nell’ammettere la liceità dell’utilizzo pacifico dell’energia nucleare, seppure con prudenza, responsabilità e nel rispetto della sicurezza, della salute e del creato.

Open your mind – Zan, quello del ddl, dice di avere visto a Mykonos un deputato della Lega che baciava un altro uomo e che in parlamento ci sono omosessuali anche in Forza Italia e Fratelli d’Italia. Adesso resta da capire come possa essere politicamente utile questo vago pettegolezzo e perché le proprie tendenze sessuali dovrebbero necessariamente corrispondere ad un solo e determinato modo di pensare.

Non esiste più la servitù di una volta – Qualcuno la ricorderà un paio di anni fa ad una manifestazione, con un cartello che equiparava a sterco una vita vocata a Dio, patria e famiglia. Più di recente la stessa senatrice della Repubblica è stata protagonista del ritrovamento, da parte di alcuni operai che stavano facendo dei lavori nella sua proprietà, di 25 mila euro occultati e dimenticati da chissà chi nella cuccia del suo cane. In questo frangente, dopo avere denunciato questo ritrovamento, rilascia una dichiarazione, per la quale ha chiesto scusa dopo le critiche, lamentandosi di avere dovuto fare “la lavandaia, l’ortolana e la cuoca” per essere rimasta improvvisamente senza “cameriera” durante le ferie. Dispiace per la fatica ma cucinare, fare la spesa, lavare i vestiti, pulire casa sono attività che la maggior parte delle persone fanno sempre, anche in ferie, e dispiace di leggere tra le righe – è un’impressione, magari sbagliata, ma questo pare di leggere – un certo, neanche tanto velato e spesso diffuso in certi ambienti, senso di schifo per il popolo.

BLB