Orologi, videogame, legalizzazione, autocancellazione #spigolature

Che ore sono in politica – Un giovane candidato alle prossime elezioni amministrative di Roma in una lista di sinistra si fa immortalare con un costoso orologio – non un Rolex come erroneamente detto inizialmente – ricordo, pare, del padre defunto. “Errore” che gli haters dei social non hanno perdonato e che troppi politici e commentatori della politica, spesso più attenti ai trend topic che alla vita reale, hanno subito fatto oggetto di dibattito. Tanto clamore per nulla, ormai da anni la sinistra vince nel centro delle grandi città ed é preferita dalle classi più agiate e da chi il Rolex se lo può permettere, mentre la destra vince di più nelle periferie, con il voto di tanti operai, piccole partite iva e di chi non vanta certo conti in banca con tanti zero, magari anche percettori del reddito di cittadinanza.

Grande Fratello – Da qualche settimana una legge cinese permette ai minori di giocare con i videogiochi soltanto per tre ore settimanali dalla 20 alle 21 di venerdì, sabato e domenica. Per monitorare l’osservanza della disposizione é necessario identificarsi tramite i propri dati anagrafici e il riconoscimento facciale. La dipendenza da videogame è oggettivamente un problema serio – ma anche e di più il totalitarismo – e George Orwell, con il suo 1984, aveva decisamente visto lontano.

Droga e criminalità – A chi in questi giorni sta raccogliendo firme per chiedere un referendum sulla legalizzazione della droga, credendo magari che questo possa essere rimedio contro la criminalità organizzata, andrebbe suggerito l’ascolto delle parole di chi la criminalità l’ha combattuta e la combatte. Da Paolo Borsellino a Nicola Gratteri, passando per tanti altri magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine, c’è tanto materiale reperibile anche online, tutti concordano sull’inutilità, se non addirittura sugli effetti negativi, che produrrebbe una misura del genere. Discorso diverso ovviamente va fatto per quelli che più semplicemente – forse anche più sinceramente – invocano il referendum per avere la possibilità di continuare più facilmente a drogarsi.

Cancel culture vs inculturazione della fede – Prende sempre più piede l’intolleranza della cancel culture in un Occidente decadente e decaduto, che è stato grande anche grazie alla tolleranza dell’inculturazione della fede e che oggi con vergogna cerca di cancellare se stesso.

BLB